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martedì 13 giugno 2006

Predarossa, Scoglio di Val Terzana

Insignificante se guardato dal Piano di Predarossa (un dentino di roccia sulla cresta dei Corni Bruciati), nel suo lato che cade verso Scermendone/Val Terzana offre una bella e compatta parete di serpentino rossastro solcata da un enorme diedro.

Nel 1990 aprimmo una via sulla liscia parete in stile tradizionale, dedicata ai miei vecchi compagni, Popi Miotti, Camillo Selvetti e Diego Scarì, che per l'occasione divennero i "Vecchi Libidinosi" (250 m, VII+).

Diciottenne con i vecchi libidinosi

Il traverso in alto ai "Vecchi Libidinosi", prima salita

Ci tornai nel 1998 in inverno con Mario Sertori, per ripetere il grande diedro (salito da ignoti) a cui ci aggiungemmo una variante diretta su una fessura che solcava il muro a sinistra del diedro.

Ultima apparizione qualche anno più tardi, con il trapano, per tracciare una via semi-sportiva a spit; insieme a Lorenzo Martinelli saliamo per 2 tiri e la lasciamo lì, ancora da finire.



Mario Sertori sulla variante al diedro, inverno 98.

Dopo 8 anni ritorno su una piccola parete sconosciuta che era stata testimone delle mie prime esperienze di vie nuove in montagna. Oggi siamo in inverno ma è solo la neve che ce lo ricorda, il resto sono semplicemente 20 gradi al sole. Scaliamo per qualche ora in maglietta, lungo il grande diedro che taglia in due la parete e per una nuova variante in una splendida fessura.
Scoglio di Val Terzana, da sin. il grande diedro con la variante diretta,
 la tortuosa "Vecchi Libidinosi" e l'inizio della via nuova a spit

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